Vene nel Marmo - Caravaggio73






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sabato, 26 aprile 2008
Io appartengo a quella categoria di figli che portano su di sé le cicatrici del divorzio dei genitori.
Fin qui, niente di nuovo.

La cosa positiva, semmai si possa parlare di positività in questo genere di cose, è che ho sviluppato una certa "empatia" verso quei ragazzi che hanno subìto fin da ragazzini le litigate e le botte fra genitori, sentendosi indifesi e incapaci di poter fare qualcosa. Sono marchi di insicurezza che ti porti dentro tutta la vita. Mi dicono che esistono i divorzi e le separazioni "soft", in cui papà e mamma vanno comq d'accordo per il bene del figlio e non lo mettono in mezzo come fosse un quadro appeso alla parete della vecchia casa sulla cui proprietà mettersi a discutere, ma io non so quanto crederci.
Tutti i miei amici hanno genitori uniti, tutti hanno l'abitudine di andare da questo o quel parente: io per anni i parenti non li ho frequentati, meno che mai dopo i miei che hanno fatto i "separati in casa". Conosco qualche vecchia mia amica che ha mollato gli studi per il clima di pesantezza a casa con i genitori che vivevano in due stanze separate. Io mi ricordo che ci sono stati momenti, quando ero ragazzo, che temevo di trovare i miei genitori scannati quando aprivo la porta di casa. E portare avanti gli studi, quando è così, e credere in un proprio futuro migliore, è da ingenui idioti. Fortuna che sono stato un ingenuo idiota, mi dico.

Mi hanno detto "sei un ragazzo normale, in genere quelli che conosco con genitori separati o divorziati sono tutti un po' strani". Credo sia vero, nel senso che sei abituato a dover vedere le cose con più di un occhio: se fai questo fai torto a mamma, se fai quello fai torto a papà, se sei te stesso non hai chi ti protegge. Insomma, cresci in una situazione in cui è dura avere dei valori stabili e credere in se stessi. E il rischio di girare e fare su e giù, iniziare qualcosa e poi mollare, iniziarne un'altra e poi rimollare, è alto.
Intendiamoci, sono favorevole in linea teorica al divorzio, come all'aborto, come alle coppie di fatto non sposate: sono fatti loro e ognuno sceglie per sé.

In tutto ciò posso dire che ho ferma come Excalibur nella roccia una convinzione: e cioè che amo costruire. Dopo tanti anni di tira e molla con le donne, blocchi e ripresa con lo studio, etc ho capito che ciò che mi dà basi solide è un lavoro in cui investire tanto, aggiornarmi, studiare, pompare. Avere affetti intorno stabili, tenermeli, coccolarmeli, sentirmeli fisicamente intorno. Questo è ciò che conta, per me. Tutto il resto sono cazzate.

Postato da: caravaggio73 alle ore 13:02 | Singola Pagina | Lista commenti (6)| commenti (6)

mercoledì, 28 novembre 2007
Sono sempre stato portato per il disegno a mano libera; l'unico inconveniente era la mia paura di "osare", al punto che il prof alle medie mi rimproverava di non calcare e di non usare il colore con forza...mi ricordo che una volta prese proprio la mina e colorò con forza di marroncino un elemento del mio disegno.
Da quel giorno i colori nei miei disegni sono esplosi

Esame di guida della moto: mi appioppano un catorcio, un CBF 500 vecchio quanto il cucco e mi impegno a fare l'otto intorno ai birilli....il ragazzo che mi ha prestato il trabiccolo mi urla "OSAAAAAA". Alla fine l'esame l'ho superato anche se temevo di non farcela.


Ci passano venti anni fra i due episodi però è significativo un elemento: la paura di sbagliare. Ci sono cresciuto con questa incudine sulla testa. D'altronde se da cucciolo ti insegnano come prima parola "è pericoloso" (io dicevo "è pellicoloso") per insegnarti a evitare i pericoli una certa deformazione al limite del patologico da adulti direi che è come minimo consequenziale.

In effetti mi vedo questa ansia cucita addosso ogni volta che devo buttarmi su qualcosa di nuovo e importante: faccio una fatica del diavolo più a lottare contro me stesso e contro pericoli immaginari (il corpo non ne sa nulla della differenza tra reale e immaginario: sale il battito, la sudorazione, la tensione muscolare perchè 100 mila anni fa con le stesse risorse fisiche affrontavamo gli orsi nella foresta) che ad affrontare il problema reale. E mi ritrovo a invidiare tizi con la metà della metà della mia istruzione che però nemmeno pensano a conseguenze del tipo "se toppo succede un disastro e tutti se la pigliano con me" e, anzi, se ne fregano. Per loro, se toppano la colpa è degli altri. Un atteggiamento "positivo ed ottimista" che farebbe l'invidia di un ricercatore di psicologia comportamentale come Seligman. E' decisamente frustrante e imbarazzante vedere queste cose! Sembra alla fine che manchi a ME oggettivamente la capacità di fare quando in realtà è la paura di fare a frenarmi nella lucidità e nella creatività.

Sempre in riferimento ad un mio precedente post, quando ho recensito il libro di Lucio Della Seta, "Debellare il senso di colpa", mi rendo conto che trovo corrispondenza fra tutti questi problemi adulti e un certo tipo di educazione repressiva e ansiosa subita da ragazzino.
Spero di non ritrasmettere questa visione così paralizzante sulla vita ai miei futuri figli, ma per ora è bene che mi concentri a vivere la vita giorno per giorno senza pensare troppo alle conseguenze: perchè il mio pensare poco è già un pensare "molto" rispetto all'urgenza dei problemi. E non mi va -questo SI' mi spaventa- che se scappo da queste mie abitudini così consolidate finisco per evitare tante belle sfide, e i relativi premi, che la vita può riservarmi.
D'altronde, mi viene da sorridere, è tipico di chi ha vissuto molto a fondo un senso di colpa generalizzato l'idea che si perdano di continuo occasioni: ridiventa colpa di se stessi per non essere in grado di sapersi emancipare.
Insomma un circolo vizioso: non sono in grado, allora devo sforzarmi di essere in grado e se non sono in grado si sforzarmi  è colpa mia...
Ho impiegato anni per "vivisezionare" questi pensieri mentre mi vengono durante il giorno..una volta non me ne rendevo nemmeno conto, e mi considero molto più libero adesso che allora. Tuttavia ogni tanto la consapevolezza dei miei limiti attuali è decisamente pesante da dover masticare e digerire.

E voi?

Postato da: caravaggio73 alle ore 00:36 | Singola Pagina | Lista commenti (20)| commenti (20)

lunedì, 12 novembre 2007

No, non mi riferisco ai Partigiani..ma al sottoscritto.

Avete presente quando i nodi, venendo al pettine, si accumulano per cui pare che in certi periodi della vita i problemi capitino tutti insieme? Ecco, è questa la mia situazione:

  • a luglio mia madre riporta una grave emorragia cerebrale e va operata
  • l'operazione riesce ma va ospedalizzata per un paio di mesi..la porto io su nel Nord Italia
  • nel frattempo compro casa, ma seguo il tutto tramite telefono, fax e e.mail perchè parto per una importante trasferta a Torino. I fine settimana vado a trovare la mamma
  • Ad Agosto mi clonano il bancomat e mi sottraggono un sacco di soldi; i tempi per il rimborso assicurativo sono biblici. Nervosismo perchè devo accendere un mutuo e i soldi li conto fino all'euro
  • Riesco a comprare casa mia personale, riporto mia madre a casetta sua con una badante perchè ormai non è più in grado di provvedere a se stessa.
  • Ieri, a Torino, i ladri mi entrano in casa e mi sottraggono un po' di cose, fra cui il portatile di lavoro.

Ora, io non sono credente, non credo nella sfiga e penso sempre che, se un periodo è jellato, è perchè senza accorgercene abbiamo fatto una serie di scelte sbagliate i cui effetti vengono definiti dal popolino come "jella", "scalogna", "sfiga". Io lo chiamo periodo di merda perchè mai che passi un mese in cui mi capitino cose "normali", e che anzi fortuna che ho imparato a gestire con maggiore lucidità la mia vita altrimenti stavo col culo per terra.

In tutto ciò cerco di vedere il lato positivo, e cioè

  • la trasferta porta soldi, mette alla prova la mia capacità di adattamento ed è un test anche su se stessi.
  • mia madre era già grave e per fortuna si è riusciti a ricoverarla in un ottimo centro, l'operazione è andata a buon fine e, nella tragedia, è andato tutto per il meglio
  • i soldi del bancomat mi verranno restituiti
  • nel furto ho perso cose di poco valore (circa un duecento euro di danni) in una casa che non era mia. Magari forse riesco a farmi dare un portatile nuovo migliore dalla mia azienda
  • Ho affrontato tante difficoltà: lavoro nuovo, mamma ricoverata, trasferta, acquisto casa, vita in solitaria, accensione di un mutuo. Questo ha ingenerato più fiducia nel sottoscritto e una maggiore capacità di gestire tante cose diverse in parallelo. Ho anche capito quanto è importante avere un amore vero accanto che ti sostiene in ogni frangente, le amicizie vere che tifano per te, una famiglia che anche se sgangherata rappresenta comq la mia memoria e le mie radici e alla quale tengo.

In tutto ciò, bene o male, ho mantenuto e sèguito a mantenere la mia coerenza: non credo nella sfiga, negli interventi divini, ma assolutamente sì nella legge di causa-effetto. Se in un periodo così difficile riesco non solo a stare a galla ma a nuotare nella direzione che voglio io, penso che quando andrà meglio riuscirò ad andare comodo in motoscafo. Mai essere troppo severi con se stessi e, se proprio dice male, accettare il fato e cercare solo di mantenere la rotta giusta.

Speriamo bene!


Postato da: caravaggio73 alle ore 19:21 | Singola Pagina | Lista commenti (21)| commenti (21)

venerdì, 02 novembre 2007
Ascolto tantissima musica, specie indie Rock..indie sta per "independent" ovvero etichette indipendenti, non quelle legate alle enormi Major discografiche per intenderci.
E più ascolto musica pop-rock, soft-rock, etc e più mi convinco che i Muse sono qualcosa di eccezionale.
Molti nemmeno li conoscono, forse hanno sentito qualche loro canzone alla radio ignorando che fosse loro, ma Matthew Bellamy e soci sono veramente un mix di elettronica+classica+pop che mi lascia senza fiato.

I Muse

In genere uno riconosce il "tipo" di sound di un gruppo -Depeche Mode, U2 su tutti per fare due esempi- ma i Muse riescono a passare al sintetizzato al rock più morbido o duro con una semplicità disarmante.
Per fare un esempio di un loro vecchio pezzo (ha circa 5 anni) che è stato utilizzato nel bellissimo trailer di 28 settimane dopo andate qua.
(tra l'altro l'intera colonna sonora di 28 settimane dopo è stata ripresa dalla me-ra-vi-gli-sa soundrack di 28 giorni dopo, uno dei più begli horror degli ultimi dieci anni)
Altri pezzi che mi fecero letteralmente innamorare furono Space Dementia, Time is Running Out, Absolution, Unintended, Shrinking Universe, Supermassive Black Hole.

Ho notato che questo periodo gruppi musicali e registi inglesi e spagnoli stanno producendo bellissimi prodotti: Figli degli uomini, Il labirinto del fauno, la spina del diavolo etc. Sono registi giovanissimi, e spesso accompagnano i loro film con delle colonne sonore fantastiche.

Altri artisti che vale veramente la pena ascoltare: Gotan Project (fanno musica tipo tango-pop, ascoltate  Diferente), M.Ward (Poison Cup), i dolcissimi Nouvelle Vogue (Under a blue moon), e pure i vecchi A-HA (!!) (Don't do me any favours). Sul genere "potente" invece i Recounters (Broken Boy Soldier, assomigliano parecchio ai Mars Volta dei The Widow), Willard Grant (Let it Roll).

Francamente quello che passa la radio commerciale, tranne qualche rara eccezione (certi Dj su Radio 2 sono dei fenomeni) è veramente uno schifo.

Se poi volete qualche dritta su come ottenere un po' di dritte su come passare da un artista all'altro spesso per similitudine di genere, oppure per avere qualche bella antologia di canzoni indie-rock (o magari per insegnare a me - magari-) non esitate a farmi sapere.

Postato da: caravaggio73 alle ore 23:55 | Singola Pagina | Lista commenti (9)| commenti (9)

sabato, 20 ottobre 2007
Libertà---

E' soprattutto la libertà di poter dire "ahhh che bello essere come sono stamattina".
E' sentirsi nella capacità di poter dire a se stessi "criticate pure intanto vado per la mia strada".
Non tanto a tuo padre, al capufficio, alla fidanzata, ai colleghi: no, in realtà sei te stesso oggetto e insieme autore delle critiche più severe. Il Tribunale personale non perdona, quello esterno spesso se ne frega e passa in rassegna altri casi.

Libertà di starsene soli il sabato sera, a leggere, vedere film ,allenarsi, senza per questo vergognarsi di dire "passo il sabato a casa da solo" perchè non si hanno qua amici per cui valga la pena uscire. Non ho voglia di passare a camminare sul lungofiume, o al centro, di andare per locali tanto so che si ripeterebbero le solite battute e le solite stronzate con le solite persone.

Penso che per troppi anni ho conosciuto rapporti basati solo sulla competizione, non sullo scambio o sulla collaborazione. Quanti cambiamenti che provengono dal mio petto in così pochi giorni. E mi vergognavo di non essere come gli altri, di "apparire" come gli altri. Non sarò mai come gli altri che avrei voluto "emulare" per essere accettato. Era così fino a ieri. Ora si è concluso: ed è meglio così. Ho fatto pace col cervello. Ora ho il rifiuto per i comportamenti connessi alle vecchie sicurezze. E' il rifiuto connesso con la rivelazione. L'onda fra breve si placherà e il passato si sposerà con il presente.

Ci sono eventi che ti cambiano la vita: sono pochi istanti, ma dopo quel momento, niente è più come era prima.

Postato da: caravaggio73 alle ore 19:43 | Singola Pagina | Lista commenti (17)| commenti (17)
corsia preferenziale, libertà

martedì, 16 ottobre 2007

Ho letto..anzi, sto leggendo un libro molto interessante. "Debellare il senso di colpa" di Lucio della Seta.

copertinaA dispetto del titolo, non è uno di quei libri sulla psicologia "fai da te" da 4 soldi che riempiono gli scaffali delle nostre librerie. Anzi...è soprattutto rivolto ai genitori che hanno o vogliono avere dei figli e dà qualche indicazione sul cosa non fare..sul cosa fare, invece, dice l'autore, lui stesso non sa molto cosa dire: d'altronde la psicologia sperimentale non si è mai molto interessata sul "come stare bene", ma sul "come stare meno peggio". Chiunque abbia avuto a che fare, direttamente o indirettamente tramite amici o parenti, con uno psicoterapeuta sa quello che intendo.

Riporto un breve estratto dell'incipit del libro:
"La paura più grande di un essere umano, insieme alla paura della morte cui è spesso associata, è di non valere agli occhi degli altri, di poter essere considerato in modo negativo o con ostilità. Non è quasi mai vero che gli altri si occupino così tanto di noi; lo fanno solo occasionalmente e di sfuggita. Quando si prova questa sensazione vuol dire che agiscono ricordi emotivi di ferite che ha subito la nostra autostima durante l'infanzia. Traumi dovuti molto spesso all'inadeguatezza psicofisica rispetto agli adulti con i quali conviviamo e ci confrontiamo, ma anche a episodi che avrebbero potuto essere evitati, come abbandoni, mancanza di affetto, critiche cattive, ferite all'amor proprio"

Posso tranquillamente AFFERMARE che la mia vita, le mie scelte, le mie donne, i miei studi, la laurea in ingegneria, la ginnastica che ho fatto per 20 anni ininterrottamente, le crisi compulsive dell'infanzia, gli attacchi di panico dell'adolescenza fino ai 26 anni, TUTTO...è derivato da sensi di colpa e dal bisogno inconscio di soddisfare un'idea di me irraggiungibile, e il terrore di non essere amato e accettato per quello che ero. Aggiungiamoci parecchia sensibilità, poco comune in un maschietto di pochi anni, due genitori diversi come l'acqua col fuoco, che si detestavano, si insultavano e si temevano a vicenda..beh, il gioco è fatto.

Mica ho capito tutto ciò con questo libro, ci mancherebbe!, però ogni riga di questo autore mi spinge a..fermarmi e a riflettere, a prendere appunti, a dialogare con me stesso e ad avere una visione "unica", psicologica, sociologica, evolutiva e FISIOLOGICA (perchè il cuore accelera? perchè si strozza il fiato?)della generazione del meccanismo d'ansia, dell'aggressività che mi ha sempre accompagnato nella vita, e della immane forza di volontà con la quale mi sono sempre sorretto per 30 anni.

E'  un libro che vi consiglio a tutti, sempre se avete la voglia e, perchè no?, il coraggio di guardarvi dentro e riconoscervi.

Un piccolo ulteriore consiglio: leggetevi anche "Lettera al Padre" di Franz Kafka. L'autore stesso ne cita diversi passi e vi ASSICURO vi lascia il segno perchè è autobiografica.

 

Postato da: caravaggio73 alle ore 15:44 | Singola Pagina | Lista commenti (12)| commenti (12)
corsia preferenziale, lucio, della, seta, ansia, debellare

domenica, 07 ottobre 2007
E' il primo week end che finalmente posso veramente riposarmi da quattro mesi a questa parte.
E il primo in cui finalmente mi è tornata voglia di leggere.

Pensavo...mi piace leggere quei libri che usano il pensiero come un rasoio per separare quello in cui credere veramente da tutta l'immondizia e il gossip che appestano ogni notizia che viene proposta. Ragionare e filtrare quello che viene proposto.

Padoa Schioppa (ma schioppasse lui, sto stronzo) che definisce bamboccioni quelli che rimangono in casa -senza fare distinzioni fra cocchi di mamma, precari, laureati senza una lira, affitti e mutui alle stelle. Nel frattempo intervistano suo figlio che è andato in America. E il profilo che gli danno al figlio prodigo? scuole pubbliche, laurea e poi salto negli USA: come uno di noi. Sarei curioso di sapere gli aiuti del papino al figlio, anche solo come lettere di presentazione e corsi all'estero.

Parlano del tizio che ha creato il primo cromosoma sintetico..riportano che vive in uno yacht con supercomputer a bordo, che ha combattuto in Vietnam, che è privo di scrupoli...Insomma, un personaggio degno dei romanzacci di Clive Cussler. Solo che poi ci pensi un attimo e dici: ce la vedi una server farm di computer alimentata dai generatori di uno yacht? e poi il Vietnam...magari timbrava i cartellini delle matricole, non si è fatto 3 anni di fronte. Senza scrupoli...perchè? perchè magari ha investito nei computer e nel calcolo parallelo massiccio per iniziare a decodificare il DNA mentre molti altri stavano fermi ancora sul microscopio?

Tante notizie, siamo bombardati di notizie..e poi in fin dei conti chi è che ci guadagna coi bamboccioni? direi le case di moda, le agenzie che vendono servizi, perchè i soldi che uno non butta in affitto se li spende per i capi firmati, per le ferie nei posti fighi, in locali e in discoteche. Un padre di famiglia con 1300 euro di stipendio non è un buon soggetto di marketing.

Ora, dicono che Bush voglia fare guerra all'Iran..ok, e leggi sui giornali degli arsenali iraniani. Roba da paura: sottomarini, missili intercontinentali, corazzate, e diversi siti per arricchimento dell'uranio. Ora, sapete chi gliel'ha venduta questa tecnologia? noi occidentali, coi mercanti d'armi. E il know how? noi occidentali, con le nostre università. E adesso faremo guerra dopo aver arricchito i ricchi mercanti d'armi iraniani, arricchendo ancora di più i nostri mercanti d'armi occidentali. Vi consiglio "Lord of War" con Nicolas Cage.
Tra qualche anno dovremo muovere guerra contro altri cui abbiamo venduto armi. E intanto i pacifisti faranno casino, i comunisti diranno che l'America fa schifo, i conservatori che dobbiamo salvare la nostra identità. Le solite cazzate insomma. Peccato che poi i "comunisti" si scordino che aprire le frontiere significa essere sommersi da morti di fame che giustamente, se non trovano spazi, si danno alla delinquenza. Da un lato per fortuna che c'è Putin che tiene a freno i Russi dall'emigrare. E peccato che i conservatori si scordano che l'osmosi fra le razze è inevitabile e chiudere gli spazi significa solo aprire le fabbriche all'estero e spostare il problema a fra qualche anno.

Non parlo di Ratzinger che è un idiota che parla bene ma tanto alla fine le parole non smuovono nulla, forse qualche fesso che pensa che servire gratis alla mensa di Comunione e Liberazione serva a migliorare il mondo: penso che il Vaticano ha un oceano di soldi in case, assicurazioni, non paga imposte su imposte che ricadono anche sul sottoscritto e poi parla di "solidarietà". Che faccia tosta!
Ah, e mentre in Germania c'è un ministro donna lesbica, qua da noi ancora gridano al frocio sodomita che uccide la vita perchè inculandosi non nascono bambini. O al fatto che il dolore anche per i malati terminali va sopportato. Perchè non hanno fatto morire Wojtila senza dargli farmaci? in fondo anche tutte le cure che ha avuto e la ricerca contro il Parkinson si muovono con le staminali. Un po' di coerenza no?

Poi Diliberto che se muore un soldato volontario in guerra perchè sfigato e centrato in testa in un'operazione di salvataggio grida al ritiro...a Pecoraro Scanio che non sa quanto costa un litro di verde..
poi se la prendono con Grillo. E' un demagogo spesso ignorante Grillo, lo sanno tutti, ma urla lo sconforto di tanti sfigati che non hanno voce in capitolo e si illudono che lui li rappresenti. Sorrisi e Cazzoni Tv gli dedica una copertina e parla di "comico + potente di Italia". Già vogliono fartelo stare sulle palle con quel titolo.

Solo una cosa per me ci permette di cambiare davvero: viaggiare e internet. Finestre sul mondo.












Ascolto molta musica, rock moderno, sintetizzato, pop.

Postato da: caravaggio73 alle ore 20:21 | Singola Pagina | Lista commenti (7)| commenti (7)

mercoledì, 29 agosto 2007
In effetti è passato davvero tanto tempo dall'ultima volta che ho avuto voglia di scrivere nel mio blog.
E' come tornare in una casa e vedere un sacco di erbacce in giardino e le ragnatele sugli stipiti delle porte (ok ok....casa mia non ha il giardino però l'immagine era calzante).

Splinder si è evoluto...il vecchio server dove ospitavo le mie immagini mi ha cannato l'account per cui ho perso tutte le foto. Pazienza. Chissà che un giorno non mi ci metto di impegno e, come tre anni fa, sistemo tutta la grafica e il codice del blog.

Al momento, e per molti mesi a venire, lavorerò in una città del Nord: Torino. E' un'opportunità e una sfida che ho voluto cogliere un po' per mettermi alla prova, un po' per mettere da parte soldi per la pagnotta, un po' per uscire dai soliti stantii problemi romani.

Nostalgia dopo un paio di settimane? sì, tanta. Della fidanzata, dei gatti (anzi, del gatto, la maggiore è spirata proprio ieri sera), di una madre che è ricoverata, della mia musica, della mia moto. Gli amici romani mancano, manca il loro modo scanzonato di fare. E ieri mi hanno clonato la carta bancomat e sottratto un sacco di soldi...Vabbè. speriamo di recuperarli.
Non voglio parlare dei miei problemi: questo spazio diverrebbe un diario, una sorta di collettore di dubbi e considerazioni personali, ma ho bisogno di riempire queste serate altrimenti così vuote e noiose.

Torino non è malaccio come città..certo, sono capitato qua dopo Ferragosto, sembrava una città fantasma con viali deserti e locali chiusi. Cena nei ristoranti da solo, al cinema da solo, la sera una chattata e tante tentissime telefonate e sms per riempire gli spazi del cuore e della testa.
Incredibile quanto mi sono appoggiato al cellulare in questi giorni: per navigare, scrivere, tenere appuntamenti, inviare sms. E io che mesi fa mi credevo un figo perchè il cell "serve solo per telefonare nient'altro", e andavo controcorrente.

Invece, Nokia N95. il top.
E ora sto scrivendo con il cellulare connesso al portatile da una stanza di albergo (in cui hanno ritoccato i prezzi del frigobar credendo di far fessi i clienti, a loro insaputa. Domani mi sentono.)

La solitudine fisica anni fa mi spaventava a morte; ora ho scoperto è la solitudine psicologica una condizione che mette paura, anche se è uno stato dell'animo con cui qualche volte, per periodi + o - lunghi, è necessario conviverci. Per necessità di lavoro o per scelta, quando sei troppo concentrato per riuscire a "essere simpatico" e goderti la mondanità.  Ciò che non uccide, fortifica: è proprio vero.

Postato da: caravaggio73 alle ore 23:48 | Singola Pagina | Lista commenti (4)| commenti (4)

martedì, 28 agosto 2007

Sofia

Sensibile e delicata,
con la puzza sotto il nasino e ostinata,
con quel musetto adorabile
e quegli occhietti malinconici.

Ti ho vista crescere,
cambiare carattere.
Ti ho nutrito,
pulito, curato, coccolato
e...anche rimproverato.

Di mamma eri la preferita,
le vostre chiacchierate la mattina
mentre si preparava per il lavoro sono
tra i ricordi più teneri che ho,
di quando mamma stava bene.
Quante energie sprecate,
quanto odio evitabile in questi anni.
Hai preso l'amore di tutti
e a tutti ne hai dato,
quando in casa c'erano livore e rabbia.

Non sai quanto bene mi hai fatto.
Quanto amore hai saputo tirar fuori.

Mi mancherai da morire, piccola Sofia.

Te ne sei andata via, silenziosa
e delicata come sei sempre stata.
Ti porterò sempre dentro.

Postato da: caravaggio73 alle ore 22:03 | Singola Pagina | Lista commenti | commenti
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lunedì, 16 ottobre 2006
Leggendo questo articolo, si scopre il Briatore pensiero, che provo a riassumere:

  • chi è ricco merita l'ammirazione perchè è "riuscito" nella vita
  • chi non paga le tasse fa bene se le reputa eccessive.

Fermo restando che dice che arricchirsi legalmente è giusto, anche se poi cade in contraddizione sulle tasse, io mi domando se ha letto che i gioellieri, i ristoratori etc guadagnano meno di un metalmeccanico. E che la pressione fiscale è iniqua proprio perchè c'è gente che non paga 200 miliardi di euro di tasse l'anno.

Vabbè...ma la cosa che mi fa sorridere è che in Svezia si sono dimessi due ministri..e sapete perchè? perchè la stampa ha scoperto che non pagavano il canone TV e uno di loro pagava in nero la tata dei propri figli. Qualche migliaio di euro sottratto all'occhio del fisco. Credo che l'intera classe politica italiana dovrebbe dimettersi per queste cose che da noi sono considerati semplici "vezzi".

Ora, Briatore, mi dica un po': i ricchi da lei richiamati e che andrebbero ammirati quali sono? avvocati che dichiarano 20000 euro l'anno, notai che per una firma intascano 420mila euro dichiarati l'anno ( e scendono pure in piazza con il fischietto...), i Cragnotti, i Callisto Tanzi, i Ricucci? ...me ne dica qualcuno perchè non mi vengono in mente grossi calibri di capitalismo italiano pulito e rispettabile che fungano da esempio per le sue affermazioni. Anzi, direi proprio che più noti sono gli esempi, più lungo è il casellario dei carichi pendenti di questi soggetti.
Adesso il nostro impareggiabile Flavio Briatore dice che potrebbe candidarsi..chissà..passare le vacanze estive nello yacht con Berlusconi deve averlo spinto in tal senso: lui, esempio di modernità, aggressività, sempre circondato da belle donne (tutte innamorate ovviamente ed esempio della famiglia italiana) incarna appieno il modello berlusconiano dell'uomo vincente e perfetto sotto ogni punto di vista.

Aspettiamo di vedercelo deputato. Magari con i manifesti che inneggiano all'"homo novus".

Postato da: caravaggio73 alle ore 14:04 | Singola Pagina | Lista commenti (11)| commenti (11)